30Aprile

Il convivente more uxorio non può essere estromesso dalla casa familiare dal partner (anche se proprietario dell’immobile) senza un termine congruo di preavviso. Cassazione civile n. 7214 del 21.03.2013

Convivenza more uxorio - diritti del convivente - diritto abitazione casa familiare - possesso/detenzione casa familiare

La famiglia di fatto è compresa tra le formazioni sociali che la Costituzione (art. 2) considera la sede di svolgimento della personalità individuale. Il convivente more uxorio gode della casa familiare per soddisfare sia un interesse proprio, che della coppia, si da assumere i connotati tipici della detenzione qualificata fondata su un negozio giuridico di tipo familiare.

DIRITTO DEL CONVIVENTE MORE UXORIO ALLA CASA FAMILIARE
Ne consegue che il convivente more uxorio ha diritto alla tutela possessoria sull’abitazione dove si svolge la vita familiare comune.
L'estromissione violenta o clandestina del convivente more uxorio dalla casa familiare, compiuta dal partner (anche se proprietario dell’immobile), giustifica il ricorso alla tutela possessoria, consentendogli di esperire l'azione di spoglio nei confronti dell'altro.

ULTERIORI DIRITTI DEL CONVIVENTE MORE UXORIO
Già con diverse sentenze la Cassazione aveva avuto modo di affermare che la convivenza more uxorio è fonte di diritti/doveri morali e sociali per ciascun convivente nei confronti dell'altro.
Si noti, ad esempio, “il riconoscere il diritto del convivente al risarcimento del danno patrimoniale e non patrimoniale per la morte del compagno o della compagna provocata da un terzo” e il fatto di “dare rilevanza alla convivenza intrapresa dal coniuge separato o divorziato ai fini dell'assegno di mantenimento o di quello di divorzio”.


D'altra parte, continua la Cassazione, "l'assenza di un giudice della dissoluzione del menage non consente al convivente proprietario di ricorrere alle vie di fatto per estromettere l'altro dall'abitazione, perchè il canone della buona fede e della correttezza, dettato a protezione dei soggetti più esposti e delle situazioni di affidamento, impone al legittimo titolare che, cessata l'affectio, intenda recuperare, com'è suo diritto, l'esclusiva disponibilità dell'immobile, di avvisare il partner e di concedergli un termine congruo per reperire altra sistemazione."

Avv. Giuseppe Maniglia

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